| PORTO DI NAPOLI E SERVITU' MILITARI | ||
| ECCO PERCHE' NON PRODUCE RICCHEZZA X LA CITTA' | ||
| di FRANCO PALESE del 14/10/2009 - 15:03 | ||
PORTO DI NAPOLI, PERCHE’ NON CRESCE ?--------Risponde l’ avvocato Francesco Saverio Lauro, ex- Presidente della Azienda Autonoma “Porto di Napoli”— di FRANCO PALESE-------- NL/FP: “Perché il Porto di Napoli, che è da sempre l’ ubi consistam stesso della città, fin dai tempi greci, attraversa una fase di così grave contrazione delle sue attività mercantili ?” FSL - “ Il Porto di Napoli è sempre stata l’ unica e vera fonte di <valore aggiunto> alla economia del territorio, fin da quando i Feaci si stabilirono a Cuma. La cui Acropoli è oggi un sito “numinoso” e fantastico. Se ci fosse una minima politica culturale della Regione, anziché, come il “MADRE” di Cicelyn, concepito d’ intesa con Tremonti e Bondi, che lo finanziano a pié di lista sperperando il denaro dei contribuenti per farne succursale del Manhattan System di Guggenheim-Castelli, Cuma sarebbe al primo posto. Beninteso, dopo Pompei. Oggi invece è soltanto una collina abbandonata, come Capodimonte o l’ Archeologico immenso. Invece è priva perfino di qualunque custodia, con l’ Antro della Sibilla ai suoi piedi, che segnò il destino di Enea verso Roma AEterna…. Luoghi totalmente ignorati dal pubblico, perché abbandonati dalle Istituzioni. Ma forse è meglio così, perché la sua “lettura” provoca, ai Rari Nantes che ivi si recano, sensazioni inebrianti dAlla natura pànica. Tra Tempio di Apollo e Tempio di Giove, statue di incomparabile raffinatezza “ellenistica” e ruderi eterni, il soffiare di Eolo, il mugghiare delle onde in litorale aperto, cento metri più sotto….L’ ascesa faticosissima vale la pena fisica: una rigenerazione spirituale, almeno per chi abbia l’ anima… NL/FP: “Avvocato Lauro, in questa chiave di liberazione dei luoghi “pagani” dalla camicia di forza che ne inibiscono il potente messaggio sensuale, lei fu, esattamente dieci anni fa nel 1999, quale Presidente del Porto (da poco diventato “Azienda” da “Ente Pubblico” che era), colui che seppe abbattere la frontiera che dal dopoguerra lo separava dall’ ambiente urbano….Fu buttato giù il Muro, che ne impediva l’ accesso….. Perché la sua politica di integrazione urbano-portuale fu abbandonata ? FSL- “ Fu un evento storico. Venne abbattuta la Cancellata di Ferro che, dai tempi che i Savoia occuparono Napoli, e ancor pù gli Alleati, aveva sempre separato “la bocca” della città (cioè il Porto stesso), dalla sua popolazione. Si tornò alla libertà dei Re Borbone. Ma gli anglo-americano non gradirono: perciò il piano di “integrazione” urbano-portuale non è più andato avanti. Eppure, alla cerimonia di abbattimento del Muro di Ferro, era il ’99, decennale di Berlino “liberata”, convenne tutta la grande stampa internazionale, dal “Monde” (non ancora in Rotschild), al “Mundo”, dal "Figaro" alla “Welt” e alla “Frankfuerter”. Tranne i giornali inglesi, sul momento non capivo perché. Poi fui defenestrato: entrò in carica il governo di Massimo D’ Alema, nominato apposta, da Cossiga&c., per fare la guerra in Jugoslavia, ed il porto di Napoli da allora divenne una struttura di servizio per la illusoria “conquista dei Balcani”, tipo Mussolini 1940, fatto fesso da Churchill. Con postille servitorie aggiuntive rispetto a quelle precedenti, ed ancora più coattive.” NL/FP: “Chi subentrò al suo posto, a gestira l’ infrastruttura ?” FSL- “ Roberto Nerli, un uomo-Montepaschi, pedina del Governo Balcanico di Massimo D’ Alema. Fu sotto la sua Presidenza che le banchine commerciali si ridussero in percentuale quasi del 50%, per fare posto alle navi militari USA, a scopo di controllo del Mediterraneo. Da allora questa percentuale è enormemente cresciuta… il Porto di Napoli è ormai una base navale USA, fuori degli stessi patti-NATO, che impedisce i commerci con l’ Oriente ed il Mediterraneo, come era scritto nella sua natura.” NL/FP: “Che destino potrà avere una simile struttura ?” FSL: “Nessuna: invece che la tariffe portuali, per ciascun naviglio vi approdi, il Porto di Napoli dipende totalmente ed esclusivamente dal miserabile canone d’ affitto che gli USA (neppure la cosiddetta NATO che ne è la maschera, n.d.r.), pagano per occuparlo interamente coi loro ordigni.” NL/FP: “E’ questa una spiegazione della eterna crisi di Napoli ? Economica, sociale, culturale, antropologica, spirituale perfino ?” FSL- “Lascio a voi il giudizio. Con una sola avvertenza: non crediate che i traffici militari impediscano del tutto gli arricchimenti di alcuni ceti. Per esempio: droga e armi, ne sono enormemente avvantaggiati, rispetto alle normali mercanzie. Ne circolano in enorme quantità, nelle stive delle fregate e degli incrociatori alleati. E raggiungono sempre la destinazione programmata… Lei crede si guadagni più con una tonnellata di prodotti tessili, o con un solo mitra <<di contrabbando>> diretto ai Casalesi di John Loran Perham, del resto finanziati da Sviluppo Italia, cioè dallo Stato a massimi livelli ? Finché al Porto di Napoli prevarrà l’ economia di guerra, strettamente militare, e droga inclusa, il popolo-mercante di "normali" prodotti, troverà lì sempre strada-sbarrata…” NL/FP-“ E la città verrà privata della sua naturale fonte di ricchezza….” FSL- “Lo avete detto voi.”-------- FRANCO PALESE ------- |
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