| POLONIA-D'ALEMA PUGNALATE FRA SATELLITI | ||
| COMPAGNI-COLTELLI, AL SERVIZIO DELL' "IMPERO" | ||
| di FRANCO PALESE del 10/11/2009 - 18:44 | ||
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Massimo D’ Alema si è discretamente candidato, accampando medaglie e distintivi di campagne belliche tutte condotte al servizio dello Stato-Guida, il nuovo Montecuccoli, alla guida della politica estera “Europea”. Come se davvero esistesse: oggi il famoso Mr. PESC non è altri che il triste e malinconico Javier Solana (nomen omen: una vera “sola”), ex-Segretario Generale della NATO ai gloriosi tempi del “Kosovo liberato-Abu Omar arrivato”, e che adesso ha il compito di sbattere i tacchi, come l’ attendente ex-nazista di James Cagney nella Berlino occupata dalla Coca Cola (dal film di Billy Wilder “Uno, due, tre”), ogni volta che arrivi a Brussel il Segretario di Stato. Quando sia il “Bresidende” gli tocca pure di srotolare il “grey carpet” davanti ai piedi augusti. Un eccellente pensionamento per un ameri.com/unista dal progetto fallito, che ha tuttora bisogno, pr rimanere in aria, della tutela di quelle stesse Toghe Mozze che appena quattro anni fa (scalate 2005), gli stroncarono le ali. Perché pensava di potere davvero comandare. Oggi si è rassegnato. Berlusca, perennemente a caccia della captatio benevolentiae da parte dei compagni “che non possono” (che se potessero lo avrebbero già fatto), per difendersi dalle Toghe medesime, lo appoggia strenuamente, ma già dal suo “Giornale”, esce una bocciatura inesorabile: quella di Fiamma Nirenstein, che non solo è “nota lobby”, come dice Cossiga, ma proprio un alto grado militare. Segato senza appello per la “photo-opportunity” in compagna di Hitzbullah, agosto 2006, tra le macerie fumanti di Beiruth centro, così ridotta dai confetti israeliani per bimbi e nonnini, ancor prima di Gaza-martire. Era solo una pagliacciata per fare colpo sui “compagni ritardati”, perché, come sanno gli esperti, D’ Alema Ministro degli Esteri dell’ abituale “Governo Provvisorio” di Romano Prodi, era andato in Libano ad “interporsi” come UNIFIL (la forza ONU decretata alla bisogna), tra Resistenza Nazionale ed invasori stranieri, perché richiestovi con somma urgenza proprio da Tzipi Livni, la sua omologa nel governo di Tel Aviv. Israele passava un brutto momento, nessuna guerra gli va più tanto liscia, l’ ultima addirittura catastrofica contro Abkhazia e Ossetia, combattuta contro la Russia a mezzo del fantoccio Saakhashvili, Georgia. Israele si vide catturati sul campo, da una Russia di Putin oramai priva di ogni “inferiorità complex” verso i Fratelli Maggiori, molte decine di consiglieri militari (restituiti a casa da Medvedev, dopo scambi riservati con Ehud Olmert), armi e droni in quantità….. Dunque il fraterno aiuto diplomatico giunse come un vero sorso d’ acqua: perché, come si vede dal rapporto Goldstone su gaza, silenziato in Italia dai media libbberati del dopo-Muro, Israele è fortissimo contro asili ed ospizi, ma quando incontra un nido di cecchini, i suoi soldati battono in ritirata. Così adesso ha ripreso ad armare la Georgia a ritmi accelerati, di armi anglo-americane comperate grazie alla colletta fatta da Bernard Kouchner fra “sottoscrittori per Tbilisi”, ben 7 mld. di dollari… Insomma D’ Alema non gli serve più: e così, dopo averlo già segato, nel 2006, dal salire il Quirinale o Montecitorio, preferendogli i più fidi Napolitano e Bertinotti, per poi farlo sgambettare da Veltroni insieme a tutto il Prodi-bis, la comunità dei “più uguali di tutti” ora mette in mano ai compagni polacchi il coltello da piantargli nella schiena: “E’ un ex-comunista !” , e figuriamoci quando a dirlo è un comunista, “polacco” perdipiù. Cioè che parla, come di solito, per interposto “Badrone”: infatti Israele preferisce David Miliband, il Ministro degli Esteri ,“inglese” proprio quanto suo padre e nonno erano “polacchi”: invero discendente da una famiglia di antica investitura sionista, delle più integraliste. Nemicissimo allora, di Nord e South Stream, insieme con l’ omogeneo Mandelson, che tentano ad ogni costo di fermare, anche ordinando alla commissaria UE Neelie Kroes, ed ai loro attendenti italo-scozzesi alle relative “Authorities”, Alessandro Ortis e Antonio Catricalà, ogni contratto ENI in merito, minacciando di smembrarla ad ogni pie’ sospinto. Insomma, meglio il pleonastico D’ Alema che un nemico dichiarato come David Miliband: a parte tutte le balle sull’ “Italia-sistema” che ciancia Berlusconi per sedurre i “compagni”, che proprio “nun ce ponno stà”, anche se lo vorrebbero. Sennò le Toghe Mozze gli sparano nei reni…. FRANCO PALESE Version:1.0 StartHTML:0000000105 EndHTML:0000007564 StartFragment:0000002355 EndFragment:0000007528POLONIA VS. D’ ALEMA, PUGNALATE FRA SATELLITI--- COMPAGNI-COLTELLI, PER CHI E’ MIGLIOR LACCHE’--- DI FRANCO PALESE---- Massimo D’ Alema si è discretamente candidato, accampando medaglie e distintivi di campagne belliche tutte condotte al servizio dello Stato-Guida, il nuovo Montecuccoli, alla guida della politica estera “Europea”. Come se davvero esistesse: oggi il famoso Mr. PESC non è altri che il triste e malinconico Javier Solana (nomen omen: una vera “sola”), ex-Segretario Generale della NATO ai gloriosi tempi del “Kosovo liberato-Abu Omar arrivato”, e che adesso ha il compito di sbattere i tacchi, come l’ attendente ex-nazista di James Cagney nella Berlino occupata dalla Coca Cola (dal film di Billy Wilder “Uno, due, tre”), ogni volta che arrivi a Brussel il Segretario di Stato. Quando sia il “Bresidende” gli tocca pure di srotolare il “grey carpet” davanti ai piedi augusti. Un eccellente pensionamento per un ameri.com/unista dal progetto fallito, che ha tuttora bisogno, pr rimanere in aria, della tutela di quelle stesse Toghe Mozze che appena quattro anni fa (scalate 2005), gli stroncarono le ali. Perché pensava di potere davvero comandare. Oggi si è rassegnato. Berlusca, perennemente a caccia della captatio benevolentiae da parte dei compagni “che non possono” (che se potessero lo avrebbero già fatto), per difendersi dalle Toghe medesime, lo appoggia strenuamente, ma già dal suo “Giornale”, esce una bocciatura inesorabile: quella di Fiamma Nirenstein, che non solo è “nota lobby”, come dice Cossiga, ma proprio un alto grado militare. Segato senza appello per la “photo-opportunity” in compagna di Hitzbullah, agosto 2006, tra le macerie fumanti di Beiruth centro, così ridotta dai confetti israeliani per bimbi e nonnini, ancor prima di Gaza-martire. Era solo una pagliacciata per fare colpo sui “compagni ritardati”, perché, come sanno gli esperti, D’ Alema Ministro degli Esteri dell’ abituale “Governo Provvisorio” di Romano Prodi, era andato in Libano ad “interporsi” come UNIFIL (la forza ONU decretata alla bisogna), tra Resistenza Nazionale ed invasori stranieri, perché richiestovi con somma urgenza proprio da Tzipi Livni, la sua omologa nel governo di Tel Aviv. Israele passava un brutto momento, nessuna guerra gli va più tanto liscia, l’ ultima addirittura catastrofica contro Abkhazia e Ossetia, combattuta contro la Russia a mezzo del fantoccio Saakhashvili, Georgia. Israele si vide catturati sul campo, da una Russia di Putin oramai priva di ogni “inferiorità complex” verso i Fratelli Maggiori, molte decine di consiglieri militari (restituiti a casa da Medvedev, dopo scambi riservati con Ehud Olmert), armi e droni in quantità….. Dunque il fraterno aiuto diplomatico giunse come un vero sorso d’ acqua: perché, come si vede dal rapporto Goldstone su gaza, silenziato in Italia dai media libbberati del dopo-Muro, Israele è fortissimo contro asili ed ospizi, ma quando incontra un nido di cecchini, i suoi soldati battono in ritirata. Così adesso ha ripreso ad armare la Georgia a ritmi accelerati, di armi anglo-americane comperate grazie alla colletta fatta da Bernard Kouchner fra “sottoscrittori per Tbilisi”, ben 7 mld. di dollari… Insomma D’ Alema non gli serve più: e così, dopo averlo già segato, nel 2006, dal salire il Quirinale o Montecitorio, preferendogli i più fidi Napolitano e Bertinotti, per poi farlo sgambettare da Veltroni insieme a tutto il Prodi-bis, la comunità dei “più uguali di tutti” ora mette in mano ai compagni polacchi il coltello da piantargli nella schiena: “E’ un ex-comunista !” , e figuriamoci quando a dirlo è un comunista, “polacco” perdipiù. Cioè che parla, come di solito, per interposto “Badrone”: infatti Israele preferisce David Miliband, il Ministro degli Esteri ,“inglese” proprio quanto suo padre e nonno erano “polacchi”: invero discendente da una famiglia di antica investitura sionista, delle più integraliste. Nemicissimo allora, di Nord e South Stream, insieme con l’ omogeneo Mandelson, che tentano ad ogni costo di fermare, anche ordinando alla commissaria UE Neelie Kroes, ed ai loro attendenti italo-scozzesi alle relative “Authorities”, Alessandro Ortis e Antonio Catricalà, ogni contratto ENI in merito, minacciando di smembrarla ad ogni pie’ sospinto. Insomma, meglio il pleonastico D’ Alema che un nemico dichiarato come David Miliband: a parte tutte le balle sull’ “Italia-sistema” che ciancia Berlusconi per sedurre i “compagni”, che proprio “nun ce ponno stà”, anche se lo vorrebbero. Sennò le Toghe Mozze gli sparano nei reni…. FRANCO PALESE Version:1.0 StartHTML:0000000105 EndHTML:0000007564 StartFragment:0000002355 EndFragment:0000007528POLONIA VS. D’ ALEMA, PUGNALATE FRA SATELLITI--- COMPAGNI-COLTELLI, PER CHI E’ MIGLIOR LACCHE’--- DI FRANCO PALESE---- Massimo D’ Alema si è discretamente candidato, accampando medaglie e distintivi di campagne belliche tutte condotte al servizio dello Stato-Guida, il nuovo Montecuccoli, alla guida della politica estera “Europea”. Come se davvero esistesse: oggi il famoso Mr. PESC non è altri che il triste e malinconico Javier Solana (nomen omen: una vera “sola”), ex-Segretario Generale della NATO ai gloriosi tempi del “Kosovo liberato-Abu Omar arrivato”, e che adesso ha il compito di sbattere i tacchi, come l’ attendente ex-nazista di James Cagney nella Berlino occupata dalla Coca Cola (dal film di Billy Wilder “Uno, due, tre”), ogni volta che arrivi a Brussel il Segretario di Stato. Quando sia il “Bresidende” gli tocca pure di srotolare il “grey carpet” davanti ai piedi augusti. Un eccellente pensionamento per un ameri.com/unista dal progetto fallito, che ha tuttora bisogno, pr rimanere in aria, della tutela di quelle stesse Toghe Mozze che appena quattro anni fa (scalate 2005), gli stroncarono le ali. Perché pensava di potere davvero comandare. Oggi si è rassegnato. Berlusca, perennemente a caccia della captatio benevolentiae da parte dei compagni “che non possono” (che se potessero lo avrebbero già fatto), per difendersi dalle Toghe medesime, lo appoggia strenuamente, ma già dal suo “Giornale”, esce una bocciatura inesorabile: quella di Fiamma Nirenstein, che non solo è “nota lobby”, come dice Cossiga, ma proprio un alto grado militare. Segato senza appello per la “photo-opportunity” in compagna di Hitzbullah, agosto 2006, tra le macerie fumanti di Beiruth centro, così ridotta dai confetti israeliani per bimbi e nonnini, ancor prima di Gaza-martire. Era solo una pagliacciata per fare colpo sui “compagni ritardati”, perché, come sanno gli esperti, D’ Alema Ministro degli Esteri dell’ abituale “Governo Provvisorio” di Romano Prodi, era andato in Libano ad “interporsi” come UNIFIL (la forza ONU decretata alla bisogna), tra Resistenza Nazionale ed invasori stranieri, perché richiestovi con somma urgenza proprio da Tzipi Livni, la sua omologa nel governo di Tel Aviv. Israele passava un brutto momento, nessuna guerra gli va più tanto liscia, l’ ultima addirittura catastrofica contro Abkhazia e Ossetia, combattuta contro la Russia a mezzo del fantoccio Saakhashvili, Georgia. Israele si vide catturati sul campo, da una Russia di Putin oramai priva di ogni “inferiorità complex” verso i Fratelli Maggiori, molte decine di consiglieri militari (restituiti a casa da Medvedev, dopo scambi riservati con Ehud Olmert), armi e droni in quantità….. Dunque il fraterno aiuto diplomatico giunse come un vero sorso d’ acqua: perché, come si vede dal rapporto Goldstone su gaza, silenziato in Italia dai media libbberati del dopo-Muro, Israele è fortissimo contro asili ed ospizi, ma quando incontra un nido di cecchini, i suoi soldati battono in ritirata. Così adesso ha ripreso ad armare la Georgia a ritmi accelerati, di armi anglo-americane comperate grazie alla colletta fatta da Bernard Kouchner fra “sottoscrittori per Tbilisi”, ben 7 mld. di dollari… Insomma D’ Alema non gli serve più: e così, dopo averlo già segato, nel 2006, dal salire il Quirinale o Montecitorio, preferendogli i più fidi Napolitano e Bertinotti, per poi farlo sgambettare da Veltroni insieme a tutto il Prodi-bis, la comunità dei “più uguali di tutti” ora mette in mano ai compagni polacchi il coltello da piantargli nella schiena: “E’ un ex-comunista !” , e figuriamoci quando a dirlo è un comunista, “polacco” perdipiù. Cioè che parla, come di solito, per interposto “Badrone”: infatti Israele preferisce David Miliband, il Ministro degli Esteri ,“inglese” proprio quanto suo padre e nonno erano “polacchi”: invero discendente da una famiglia di antica investitura sionista, delle più integraliste. Nemicissimo allora, di Nord e South Stream, insieme con l’ omogeneo Mandelson, che tentano ad ogni costo di fermare, anche ordinando alla commissaria UE Neelie Kroes, ed ai loro attendenti italo-scozzesi alle relative “Authorities”, Alessandro Ortis e Antonio Catricalà, ogni contratto ENI in merito, minacciando di smembrarla ad ogni pie’ sospinto. Insomma, meglio il pleonastico D’ Alema che un nemico dichiarato come David Miliband: a parte tutte le balle sull’ “Italia-sistema” che ciancia Berlusconi per sedurre i “compagni”, che proprio “nun ce ponno stà”, anche se lo vorrebbero. Sennò le Toghe Mozze gli sparano nei reni…. 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Quando sia il “Bresidende” gli tocca pure di srotolare il “grey carpet” davanti ai piedi augusti. Un eccellente pensionamento per un ameri.com/unista dal progetto fallito, che ha tuttora bisogno, pr rimanere in aria, della tutela di quelle stesse Toghe Mozze che appena quattro anni fa (scalate 2005), gli stroncarono le ali. Perché pensava di potere davvero comandare. Oggi si è rassegnato. Berlusca, perennemente a caccia della captatio benevolentiae da parte dei compagni “che non possono” (che se potessero lo avrebbero già fatto), per difendersi dalle Toghe medesime, lo appoggia strenuamente, ma già dal suo “Giornale”, esce una bocciatura inesorabile: quella di Fiamma Nirenstein, che non solo è “nota lobby”, come dice Cossiga, ma proprio un alto grado militare. Segato senza appello per la “photo-opportunity” in compagna di Hitzbullah, agosto 2006, tra le macerie fumanti di Beiruth centro, così ridotta dai confetti israeliani per bimbi e nonnini, ancor prima di Gaza-martire. Era solo una pagliacciata per fare colpo sui “compagni ritardati”, perché, come sanno gli esperti, D’ Alema Ministro degli Esteri dell’ abituale “Governo Provvisorio” di Romano Prodi, era andato in Libano ad “interporsi” come UNIFIL (la forza ONU decretata alla bisogna), tra Resistenza Nazionale ed invasori stranieri, perché richiestovi con somma urgenza proprio da Tzipi Livni, la sua omologa nel governo di Tel Aviv. Israele passava un brutto momento, nessuna guerra gli va più tanto liscia, l’ ultima addirittura catastrofica contro Abkhazia e Ossetia, combattuta contro la Russia a mezzo del fantoccio Saakhashvili, Georgia. Israele si vide catturati sul campo, da una Russia di Putin oramai priva di ogni “inferiorità complex” verso i Fratelli Maggiori, molte decine di consiglieri militari (restituiti a casa da Medvedev, dopo scambi riservati con Ehud Olmert), armi e droni in quantità….. Dunque il fraterno aiuto diplomatico giunse come un vero sorso d’ acqua: perché, come si vede dal rapporto Goldstone su gaza, silenziato in Italia dai media libbberati del dopo-Muro, Israele è fortissimo contro asili ed ospizi, ma quando incontra un nido di cecchini, i suoi soldati battono in ritirata. Così adesso ha ripreso ad armare la Georgia a ritmi accelerati, di armi anglo-americane comperate grazie alla colletta fatta da Bernard Kouchner fra “sottoscrittori per Tbilisi”, ben 7 mld. di dollari… Insomma D’ Alema non gli serve più: e così, dopo averlo già segato, nel 2006, dal salire il Quirinale o Montecitorio, preferendogli i più fidi Napolitano e Bertinotti, per poi farlo sgambettare da Veltroni insieme a tutto il Prodi-bis, la comunità dei “più uguali di tutti” ora mette in mano ai compagni polacchi il coltello da piantargli nella schiena: “E’ un ex-comunista !” , e figuriamoci quando a dirlo è un comunista, “polacco” perdipiù. Cioè che parla, come di solito, per interposto “Badrone”: infatti Israele preferisce David Miliband, il Ministro degli Esteri ,“inglese” proprio quanto suo padre e nonno erano “polacchi”: invero discendente da una famiglia di antica investitura sionista, delle più integraliste. Nemicissimo allora, di Nord e South Stream, insieme con l’ omogeneo Mandelson, che tentano ad ogni costo di fermare, anche ordinando alla commissaria UE Neelie Kroes, ed ai loro attendenti italo-scozzesi alle relative “Authorities”, Alessandro Ortis e Antonio Catricalà, ogni contratto ENI in merito, minacciando di smembrarla ad ogni pie’ sospinto. Insomma, meglio il pleonastico D’ Alema che un nemico dichiarato come David Miliband: a parte tutte le balle sull’ “Italia-sistema” che ciancia Berlusconi per sedurre i “compagni”, che proprio “nun ce ponno stà”, anche se lo vorrebbero. Sennò le Toghe Mozze gli sparano nei reni…. FRANCO PALESE |
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