| FIAT CHRYSLER, E PAGHI PANTALONE ! (bis) | ||
| SACRA FAMILIA, ET LEGIBUS SOLUTA | ||
| di ANTONINO AMATO del 22/11/2009 - 23:05 | ||
Claudio Scajola, Ministro del Governo Berlusconi, andò a Termini Imerese e, volendo rincuorare gli operai dello stabilimento FIAT, sottopose loro alcune argomentazioni che, a suo parere, indurrebbero a sperare. Vogliamo vederle assieme? Vediamole: 1. In Italia si vendono più automobili di quante se ne producono. Segno evidente che l’Italia importa automobili dall’estero; 2. La “Lancia Ypsilon”, che si fabbrica a Termini Imerese, si vende ed ha un suo mercato. Tanto è vero che la FIAT non pensa di chiudere la produzione del marchio, ma di spostarne la produzione in Polonia; 3. Il Governo ha stanziato gli “ecoincentivi” per il 2009 e conta di confermarli per il 2010. Il Governo pensa di convincere i dirigenti della FIAT a rivedere i loro programmi su Termini Imerese. Pensavo che le argomentazioni di Scajola fossero convincenti. E tali da convincere anche i dirigenti della FIAT. Ed invece..... Ed invece Sergio Marchionne (FIAT) dichiara: “Non si può più pensare di difendere tutto e tenere tutti gli stabilimenti aperti” (1). Dopodiché chiede con sussiego: “Che politica industriale è?” (1). Io non so, ma mi tocca prendere atto che, sullo stesso argomento, interviene Luca Cordero Montezemolo, presidente della FIAT (2). Che “parla della grande impotenza del Paese reale che da anni assiste all’enorme distanza o, peggio, al vuoto della politica” (2). Io concordo con le affermazioni di Montezemolo. E difatti da 60 anni la “politica” dà sovvenzioni alla FIAT; mentre i “proprietari della FIAT”, con gli utili, sono andati a costruire stabilimenti fuori dai confini nazionali. E, malgrado in Italia si vendono più automobili di quante se ne costruiscono, i proprietari della FIAT vorrebbero spostare altri stabilimenti dall’Italia all’estero. *** E mi pongo anch’io la domanda: “Che politica industriale è codesta?”. Ma non porrei la domanda alla “politica”, ma alla “magistratura”. Solo che, giunto a questo punto, mi tocca prendere atto della realtà. E, difatti a dire dei “giustizialisti”, i magistrati sono tutti intenti ad applicare le “leggi vigenti”. E, su questo punto, mi tocca chiedermi, senza ricevere risposta alcuna, se le leggi vigenti siano “jure còndito” nell’interesse degli Italiani oppure “jure condìto” dai liberatori del 1945. Né mi conforta il fatto che i “garantisti” spieghino: “i Magistrati sono, nella stragrande maggioranza, intenti ad applicare le leggi.” Salvo una piccola frangia impegnata a tempo pieno ad inquisire Berlusconi. Insomma: su più di 10.000 magistrati non si trova un magistrato, un solo magistrato, che mandi i carabinieri ad arrestare i proprietari della FIAT e i finanzieri a sequestrare gli stabilimenti FIAT. Ed a chiedere conto e ragione del fatto che avendo i contribuenti italiani dato alla FIAT incentivi per migliaia di miliardi, costoro sono andati a costruire gli stabilimenti fuori dai confini nazionali. Tra tanti magistrati “indipendenti” e alcune “toghe rosse”, manca un magistrato, un solo magistrato, che osservi le leggi e le faccia rispettare anche alla Sacra Famiglia, “ex legibus soluta”. E dire che ce ne sarebbe bisogno. Delle leggi, non dei magistrati. ANTONINO AMATO Version:1.0 StartHTML:0000000105 EndHTML:0000010443 StartFragment:0000002574 EndFragment:0000010407Claudio Scajola, Ministro del Governo Berlusconi, andò a Termini Imerese e, volendo rincuorare gli operai dello stabilimento FIAT, sottopose loro alcune argomentazioni che, a suo parere, indurrebbero a sperare. Vogliamo vederle assieme? Vediamole: 1. In Italia si vendono più automobili di quante se ne producono. Segno evidente che l’Italia importa automobili dall’estero; 2. La “Lancia Ypsilon”, che si fabbrica a Termini Imerese, si vende ed ha un suo mercato. Tanto è vero che la FIAT non pensa di chiudere la produzione del marchio, ma di spostarne la produzione in Polonia; 3. Il Governo ha stanziato gli “ecoincentivi” per il 2009 e conta di confermarli per il 2010. Il Governo pensa di convincere i dirigenti della FIAT a rivedere i loro programmi su Termini Imerese. Pensavo che le argomentazioni di Scajola fossero convincenti. E tali da convincere anche i dirigenti della FIAT. Ed invece..... Ed invece Sergio Marchionne (FIAT) dichiara: “Non si può più pensare di difendere tutto e tenere tutti gli stabilimenti aperti” (1). Dopodiché chiede con sussiego: “Che politica industriale è?” (1). Io non so, ma mi tocca prendere atto che, sullo stesso argomento, interviene Luca Cordero Montezemolo, presidente della FIAT (2). Che “parla della grande impotenza del Paese reale che da anni assiste all’enorme distanza o, peggio, al vuoto della politica” (2). Io concordo con le affermazioni di Montezemolo. E difatti da 60 anni la “politica” dà sovvenzioni alla FIAT; mentre i “proprietari della FIAT”, con gli utili, sono andati a costruire stabilimenti fuori dai confini nazionali. E, malgrado in Italia si vendono più automobili di quante se ne costruiscono, i proprietari della FIAT vorrebbero spostare altri stabilimenti dall’Italia all’estero. *** E mi pongo anch’io la domanda: “Che politica industriale è codesta?”. Ma non porrei la domanda alla “politica”, ma alla “magistratura”. Solo che, giunto a questo punto, mi tocca prendere atto della realtà. E, difatti a dire dei “giustizialisti”, i magistrati sono tutti intenti ad applicare le “leggi vigenti”. E, su questo punto, mi tocca chiedermi, senza ricevere risposta alcuna, se le leggi vigenti siano “jure còndito” nell’interesse degli Italiani oppure “jure condìto” dai liberatori del 1945. Né mi conforta il fatto che i “garantisti” spieghino: “i Magistrati sono, nella stragrande maggioranza, intenti ad applicare le leggi.” Salvo una piccola frangia impegnata a tempo pieno ad inquisire Berlusconi. Insomma: su più di 10.000 magistrati non si trova un magistrato, un solo magistrato, che mandi i carabinieri ad arrestare i proprietari della FIAT e i finanzieri a sequestrare gli stabilimenti FIAT. Ed a chiedere conto e ragione del fatto che avendo i contribuenti italiani dato alla FIAT incentivi per migliaia di miliardi, costoro sono andati a costruire gli stabilimenti fuori dai confini nazionali. Tra tanti magistrati “indipendenti” e alcune “toghe rosse”, manca un magistrato, un solo magistrato, che osservi le leggi e le faccia rispettare anche alla Sacra Famiglia, “ex legibus soluta”. E dire che ce ne sarebbe bisogno. Delle leggi, non dei magistrati. ANTONINO AMATO Version:1.0 StartHTML:0000000105 EndHTML:0000010443 StartFragment:0000002574 EndFragment:0000010407Claudio Scajola, Ministro del Governo Berlusconi, andò a Termini Imerese e, volendo rincuorare gli operai dello stabilimento FIAT, sottopose loro alcune argomentazioni che, a suo parere, indurrebbero a sperare. Vogliamo vederle assieme? Vediamole: 1. In Italia si vendono più automobili di quante se ne producono. Segno evidente che l’Italia importa automobili dall’estero; 2. La “Lancia Ypsilon”, che si fabbrica a Termini Imerese, si vende ed ha un suo mercato. Tanto è vero che la FIAT non pensa di chiudere la produzione del marchio, ma di spostarne la produzione in Polonia; 3. Il Governo ha stanziato gli “ecoincentivi” per il 2009 e conta di confermarli per il 2010. Il Governo pensa di convincere i dirigenti della FIAT a rivedere i loro programmi su Termini Imerese. Pensavo che le argomentazioni di Scajola fossero convincenti. E tali da convincere anche i dirigenti della FIAT. Ed invece..... Ed invece Sergio Marchionne (FIAT) dichiara: “Non si può più pensare di difendere tutto e tenere tutti gli stabilimenti aperti” (1). Dopodiché chiede con sussiego: “Che politica industriale è?” (1). Io non so, ma mi tocca prendere atto che, sullo stesso argomento, interviene Luca Cordero Montezemolo, presidente della FIAT (2). Che “parla della grande impotenza del Paese reale che da anni assiste all’enorme distanza o, peggio, al vuoto della politica” (2). Io concordo con le affermazioni di Montezemolo. E difatti da 60 anni la “politica” dà sovvenzioni alla FIAT; mentre i “proprietari della FIAT”, con gli utili, sono andati a costruire stabilimenti fuori dai confini nazionali. E, malgrado in Italia si vendono più automobili di quante se ne costruiscono, i proprietari della FIAT vorrebbero spostare altri stabilimenti dall’Italia all’estero. *** E mi pongo anch’io la domanda: “Che politica industriale è codesta?”. Ma non porrei la domanda alla “politica”, ma alla “magistratura”. Solo che, giunto a questo punto, mi tocca prendere atto della realtà. E, difatti a dire dei “giustizialisti”, i magistrati sono tutti intenti ad applicare le “leggi vigenti”. E, su questo punto, mi tocca chiedermi, senza ricevere risposta alcuna, se le leggi vigenti siano “jure còndito” nell’interesse degli Italiani oppure “jure condìto” dai liberatori del 1945. Né mi conforta il fatto che i “garantisti” spieghino: “i Magistrati sono, nella stragrande maggioranza, intenti ad applicare le leggi.” Salvo una piccola frangia impegnata a tempo pieno ad inquisire Berlusconi. Insomma: su più di 10.000 magistrati non si trova un magistrato, un solo magistrato, che mandi i carabinieri ad arrestare i proprietari della FIAT e i finanzieri a sequestrare gli stabilimenti FIAT. Ed a chiedere conto e ragione del fatto che avendo i contribuenti italiani dato alla FIAT incentivi per migliaia di miliardi, costoro sono andati a costruire gli stabilimenti fuori dai confini nazionali. Tra tanti magistrati “indipendenti” e alcune “toghe rosse”, manca un magistrato, un solo magistrato, che osservi le leggi e le faccia rispettare anche alla Sacra Famiglia, “ex legibus soluta”. E dire che ce ne sarebbe così gran bisogno. Delle leggi, e pure dei magistrati che le applichino, con la bilancia in pari. ANTONINO AMATO |
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