| CEDERE TUTTO O RESISTERE SEMPRE? | ||
| MANNAGGIA, "MA SE CE LO DICEVI PRIMA".... | ||
| di GIANNI CAROLI del 24/11/2009 - 16:29 | ||
![]() “Ma se me lo dicevi prima….!”. Vi ricordate la canzone di Enzo Jannacci ? Ebbene napoLibera ne fa una serenata per Carlo Azeglio Ciampi, l’ ex-Presidente ma soprattutto indimenticabile Governatore di Bankitalia nel settembre nero del 1992; indimenticabile ugualmente presidente del Consiglio nel marzo del 1994; e parimenti Ministro del Tesoro del 1997. Oggi si è convertito al Verbo borrelliano, il gentiluomo di formazione anglo-neapolitana che era Capo della Procura di Manzoni, cioè Milano; e che anni fa impose ai suoi il famosissimo “Resistere, resistere, resistere”. Lo ha dichiarato ‘ore rotundo’, finalmente, dopo tanto rosicare, perché infine fu eletto al Sacro Colle anche coi voti indispensabili prprio del signor Berluschino cui oggi tanto ha deciso di “resistere”, al quotidiano-guida del gruppo Caltagirino, che si orienta secondo che “gira” il vento, di qua o di là, a seconda del fiuto. Vuol dire proprio allora che i “Poteri Morti” hanno deciso di bloccare “Noi Vivi” (sì, come nel romanzo famoso di Annie Vivanti, che descriveva gli esuli dal comunismo, grande successo nel dopoguerra), e di inchiodarci sulle barricate di ‘opposti coordinati’. Mannaggia però, Aze’: se ce lo dicevi prima ! Già, se ce lo diceva prima, forse ser Berlusca, e odierna pietra-dello-scandalo, manco scendeva in politica ! Già,: quando “cedere tutto” era invece il suo Verbo, di C:.A.: C:. Per esempio nel settembre del 1992. 30.000 miliardi di riserve monetarie di Bankitalia, gettate nella fornace di una impossibile “difesa delle lira”, tutte finite nelle tasche di quelle Grandi Famiglie che le giocavano contro, cedendone a tonnellate e tonnellate contro divisa americana al seguito di Gorge Soros, il “filantropo” che ce ne decurtò il valore del 30% in una sola notte: questi si ritrovarono con le casseforti delle loro finanziarie con dollari rivalutati di uguale entità, perché comprati da Bankitalia al prezzo delle vecchia parità. E gli italiani con le casse vuote, ed una finanziaria da 90.000 mld. intestata ad Amato, che tassò i conti-correnti. Oppure il 28 marzo del 1994, dalle 15 in poi. Ad urne chiuse, ma risultato ormai noto, cioè la vittoria con del neonato “Polo delle Libertà” sui suoi concorrenti: il Patto Atlantico-Segnista di Mariotto &c.; e la “macchina da guerra” post-comunista di Achille Occhetto (PDS+RC e satelliti vari). Allorché Carlo Azeglio Nostro convocò in fretta e furia un Consiglio Straordinario dei Ministri, già in ‘articulo mortis’, per cedere, gratis et amoris Dei, la concessione privata per i cellulari alla OMNITEL dell’ Ingegner ‘Shah Carlo’. Il quale nel frattempo aveva già liquidato l’ Olivetta, rifilando allo Stato le sue telescriventi, forse per un Museo costituendo delle TLC. Non lo sapremo mai perché il Processo a carico è stato pilotato da ‘Toghe Acconcie’, in quel caso flessibili, nel Mare delle Nebbie dove poi si perdé. Ed in futuro prossimo avrebbe ceduto agli inglesi di Vodafone a carissimo prezzo quel Regalo di Stato ottenuto da Ciampi. Ma non è finita: tra le altre infinite, incluso il Banco di Napoli alla BNL, per soli novanta miliardi di lire dell’ epoca (con scusa di “sofferenze” tutte recuperate in seguito), che poi lo girò ad IMI-San Paolo al decuplo del prezzo, ci fu il “dono” di Telecom alla Sacra Famiglia, mediante un “nocciolino duro” dello 0.6% che però gli consentiva, tramite acconcie scatole-cinesi, il controllo totale di quella società strategica. La quale, oggi in mano nuovamente a Franco Bernabé von Rotschild-Fiat, quale monopolista della rete telefonica, è tuttora il maggiore ostacolo alla diffusione della banda larga in Italia, perché i soci privati non vogliono cacciare manco una lira per investimenti, ma solo ammassare profitti: tramite cedole di dividendi, o cessioni strategiche di Beni ex-statali, come le importantissime partecipazioni estere della società, oggi ridotta solo a un moncherino, dell’ Impero che fu. E pretendono, senza cedere la Rete, che sia lo Stato a dargli i soldi per il suo sviluppo: 800 mln in euro, che Tremonti aveva già stanziato in DPEF, am poi sono stati giustamente bloccati. Perché magari, come lo Stato gliela realizza, loro "s' a venneno". E’ l’ anglo-capitalismo, bellezza ! Così diverso dal Modell-Bismarck, sociale e dirigista, per affondare il quale furono inventati a Londra il marxismo, il nazismo, e un’ altra cosa che pure fa rima. Ma insomma, a Carlo Azeglio, non c’è forse, tra “Cedere” e “Resistere”, almeno un minimo comune denominatore ? Sì, c’è: Obbedire.: Obbedire:.Obbedire.: GIANNI CAROLI C.A.C.: DA “CEDERE TUTTO” A “RESISTERE SEMPRE” MANNAGGIA, “MA SE ME LO DICEVI PRIMA….” DI GIANNI CAROLI “Ma se me lo dicevi prima….!”. Vi ricordate la canzone di Enzo Jannacci ? Ebbene napoLibera ne fa una serenata per Carlo Azeglio Ciampi, l’ ex-Presidente ma soprattutto indimenticabile Governatore di Bankitalia nel settembre nero del 1992; indimenticabile ugualmente presidente del Consiglio nel marzo del 1994; e parimenti Ministro del Tesoro del 1997. Oggi si è convertito al Verbo borrelliano, il gentiluomo di formazione anglo-neapolitana che era Capo della Procura di Manzoni, cioè Milano; e che anni fa impose ai suoi il famosissimo “Resistere, resistere, resistere”. Lo ha dichiarato ‘ore rotundo’, finalmente, dopo tanto rosicare, perché infine fu eletto al Sacro Colle anche coi voti indispensabili prprio del signor Berluschino cui oggi tanto ha deciso di “resistere”, al quotidiano-guida del gruppo Caltagirino, che si orienta secondo che “gira” il vento, di qua o di là, a seconda del fiuto. Vuol dire proprio allora che i “Poteri Morti” hanno deciso di bloccare “Noi Vivi” (sì, come nel romanzo famoso di Annie Vivanti, che descriveva gli esuli dal comunismo, grande successo nel dopoguerra), e di inchiodarci sulle barricate di ‘opposti coordinati’. Mannaggia però, Aze’: se ce lo dicevi prima ! Già, se ce lo diceva prima, forse ser Berlusca, e odierna pietra-dello-scandalo, manco scendeva in politica ! Già,: quando “cedere tutto” era invece il suo Verbo, di C:.A.: C:. Per esempio nel settembre del 1992. 30.000 miliardi di riserve monetarie di Bankitalia, gettate nella fornace di una impossibile “difesa delle lira”, tutte finite nelle tasche di quelle Grandi Famiglie che le giocavano contro, cedendone a tonnellate e tonnellate contro divisa americana al seguito di Gorge Soros, il “filantropo” che ce ne decurtò il valore del 30% in una sola notte: questi si ritrovarono con le casseforti delle loro finanziarie con dollari rivalutati di uguale entità, perché comprati da Bankitalia al prezzo delle vecchia parità. E gli italiani con le casse vuote, ed una finanziaria da 90.000 mld. intestata ad Amato, che tassò i conti-correnti. Oppure il 28 marzo del 1994, dalle 15 in poi. Ad urne chiuse, ma risultato ormai noto, cioè la vittoria con del neonato “Polo delle Libertà” sui suoi concorrenti: il Patto Atlantico-Segnista di Mariotto &c.; e la “macchina da guerra” post-comunista di Achille Occhetto (PDS+RC e satelliti vari). Allorché Carlo Azeglio Nostro convocò in fretta e furia un Consiglio Straordinario dei Ministri, già in ‘articulo mortis’, per cedere, gratis et amoris Dei, la concessione privata per i cellulari alla OMNITEL dell’ Ingegner ‘Shah Carlo’. Il quale nel frattempo aveva già liquidato l’ Olivetta, rifilando allo Stato le sue telescriventi, forse per un Museo costituendo delle TLC. Non lo sapremo mai perché il Processo a carico è stato pilotato da ‘Toghe Acconcie’, in quel caso flessibili, nel Mare delle Nebbie dove poi si perdé. Ed in futuro prossimo avrebbe ceduto agli inglesi di Vodafone a carissimo prezzo quel Regalo di Stato ottenuto da Ciampi. Ma non è finita: tra le altre infinite, incluso il Banco di Napoli alla BNL, per soli novanta miliardi di lire dell’ epoca (con scusa di “sofferenze” tutte recuperate in seguito), che poi lo girò ad IMI-San Paolo al decuplo del prezzo, ci fu il “dono” di Telecom alla Sacra Famiglia, mediante un “nocciolino duro” dello 0.6% che però gli consentiva, tramite acconcie scatole-cinesi, il controllo totale di quella società strategica. La quale, oggi in mano nuovamente a Franco Bernabé von Rotschild-Fiat, quale monopolista della rete telefonica, è tuttora il maggiore ostacolo alla diffusione della banda larga in Italia, perché i soci privati non vogliono cacciare manco una lira per investimenti, ma solo ammassare profitti: tramite cedole di dividendi, o cessioni strategiche di Beni ex-statali, come le importantissime partecipazioni estere della società, oggi ridotta solo a un moncherino, dell’ Impero che fu. E’ l’ anglo-capitalismo, bellezza ! Così diverso dal Modell-Bismarck, sociale e dirigista, per affondare il quale furono inventati a Londra il marxismo, il nazismo, e un’ altra cosa che pure fa rima. Ma insomma, a Carlo Azeglio, non c’è forse, tra “Cedere” e “Resistere”, almeno un minimo comune denominatore ? Sì, c’è: Obbedire.: Obbedire:.Obbedire.: GIANNI CAROLI C.A.C.: DA “CEDERE TUTTO” A “RESISTERE SEMPRE” MANNAGGIA, “MA SE ME LO DICEVI PRIMA….” DI GIANNI CAROLI “Ma se me lo dicevi prima….!”. Vi ricordate la canzone di Enzo Jannacci ? Ebbene napoLibera ne fa una serenata per Carlo Azeglio Ciampi, l’ ex-Presidente ma soprattutto indimenticabile Governatore di Bankitalia nel settembre nero del 1992; indimenticabile ugualmente presidente del Consiglio nel marzo del 1994; e parimenti Ministro del Tesoro del 1997. Oggi si è convertito al Verbo borrelliano, il gentiluomo di formazione anglo-neapolitana che era Capo della Procura di Manzoni, cioè Milano; e che anni fa impose ai suoi il famosissimo “Resistere, resistere, resistere”. Lo ha dichiarato ‘ore rotundo’, finalmente, dopo tanto rosicare, perché infine fu eletto al Sacro Colle anche coi voti indispensabili prprio del signor Berluschino cui oggi tanto ha deciso di “resistere”, al quotidiano-guida del gruppo Caltagirino, che si orienta secondo che “gira” il vento, di qua o di là, a seconda del fiuto. Vuol dire proprio allora che i “Poteri Morti” hanno deciso di bloccare “Noi Vivi” (sì, come nel romanzo famoso di Annie Vivanti, che descriveva gli esuli dal comunismo, grande successo nel dopoguerra), e di inchiodarci sulle barricate di ‘opposti coordinati’. Mannaggia però, Aze’: se ce lo dicevi prima ! Già, se ce lo diceva prima, forse ser Berlusca, e odierna pietra-dello-scandalo, manco scendeva in politica ! Già,: quando “cedere tutto” era invece il suo Verbo, di C:.A.: C:. Per esempio nel settembre del 1992. 30.000 miliardi di riserve monetarie di Bankitalia, gettate nella fornace di una impossibile “difesa delle lira”, tutte finite nelle tasche di quelle Grandi Famiglie che le giocavano contro, cedendone a tonnellate e tonnellate contro divisa americana al seguito di Gorge Soros, il “filantropo” che ce ne decurtò il valore del 30% in una sola notte: questi si ritrovarono con le casseforti delle loro finanziarie con dollari rivalutati di uguale entità, perché comprati da Bankitalia al prezzo delle vecchia parità. E gli italiani con le casse vuote, ed una finanziaria da 90.000 mld. intestata ad Amato, che tassò i conti-correnti. Oppure il 28 marzo del 1994, dalle 15 in poi. Ad urne chiuse, ma risultato ormai noto, cioè la vittoria con del neonato “Polo delle Libertà” sui suoi concorrenti: il Patto Atlantico-Segnista di Mariotto &c.; e la “macchina da guerra” post-comunista di Achille Occhetto (PDS+RC e satelliti vari). Allorché Carlo Azeglio Nostro convocò in fretta e furia un Consiglio Straordinario dei Ministri, già in ‘articulo mortis’, per cedere, gratis et amoris Dei, la concessione privata per i cellulari alla OMNITEL dell’ Ingegner ‘Shah Carlo’. Il quale nel frattempo aveva già liquidato l’ Olivetta, rifilando allo Stato le sue telescriventi, forse per un Museo costituendo delle TLC. Non lo sapremo mai perché il Processo a carico è stato pilotato da ‘Toghe Acconcie’, in quel caso flessibili, nel Mare delle Nebbie dove poi si perdé. Ed in futuro prossimo avrebbe ceduto agli inglesi di Vodafone a carissimo prezzo quel Regalo di Stato ottenuto da Ciampi. Ma non è finita: tra le altre infinite, incluso il Banco di Napoli alla BNL, per soli novanta miliardi di lire dell’ epoca (con scusa di “sofferenze” tutte recuperate in seguito), che poi lo girò ad IMI-San Paolo al decuplo del prezzo, ci fu il “dono” di Telecom alla Sacra Famiglia, mediante un “nocciolino duro” dello 0.6% che però gli consentiva, tramite acconcie scatole-cinesi, il controllo totale di quella società strategica. La quale, oggi in mano nuovamente a Franco Bernabé von Rotschild-Fiat, quale monopolista della rete telefonica, è tuttora il maggiore ostacolo alla diffusione della banda larga in Italia, perché i soci privati non vogliono cacciare manco una lira per investimenti, ma solo ammassare profitti: tramite cedole di dividendi, o cessioni strategiche di Beni ex-statali, come le importantissime partecipazioni estere della società, oggi ridotta solo a un moncherino, dell’ Impero che fu. E’ l’ anglo-capitalismo, bellezza ! Così diverso dal Modell-Bismarck, sociale e dirigista, per affondare il quale furono inventati a Londra il marxismo, il nazismo, e un’ altra cosa che pure fa rima. Ma insomma, a Carlo Azeglio, non c’è forse, tra “Cedere” e “Resistere”, almeno un minimo comune denominatore ? Sì, c’è: Obbedire.: Obbedire:.Obbedire.: GIANNI CAROLI C.A.C.: DA “CEDERE TUTTO” A “RESISTERE SEMPRE” MANNAGGIA, “MA SE ME LO DICEVI PRIMA….” DI GIANNI CAROLI “Ma se me lo dicevi prima….!”. Vi ricordate la canzone di Enzo Jannacci ? Ebbene napoLibera ne fa una serenata per Carlo Azeglio Ciampi, l’ ex-Presidente ma soprattutto indimenticabile Governatore di Bankitalia nel settembre nero del 1992; indimenticabile ugualmente presidente del Consiglio nel marzo del 1994; e parimenti Ministro del Tesoro del 1997. Oggi si è convertito al Verbo borrelliano, il gentiluomo di formazione anglo-neapolitana che era Capo della Procura di Manzoni, cioè Milano; e che anni fa impose ai suoi il famosissimo “Resistere, resistere, resistere”. Lo ha dichiarato ‘ore rotundo’, finalmente, dopo tanto rosicare, perché infine fu eletto al Sacro Colle anche coi voti indispensabili prprio del signor Berluschino cui oggi tanto ha deciso di “resistere”, al quotidiano-guida del gruppo Caltagirino, che si orienta secondo che “gira” il vento, di qua o di là, a seconda del fiuto. Vuol dire proprio allora che i “Poteri Morti” hanno deciso di bloccare “Noi Vivi” (sì, come nel romanzo famoso di Annie Vivanti, che descriveva gli esuli dal comunismo, grande successo nel dopoguerra), e di inchiodarci sulle barricate di ‘opposti coordinati’. Mannaggia però, Aze’: se ce lo dicevi prima ! Già, se ce lo diceva prima, forse ser Berlusca, e odierna pietra-dello-scandalo, manco scendeva in politica ! Già,: quando “cedere tutto” era invece il suo Verbo, di C:.A.: C:. Per esempio nel settembre del 1992. 30.000 miliardi di riserve monetarie di Bankitalia, gettate nella fornace di una impossibile “difesa delle lira”, tutte finite nelle tasche di quelle Grandi Famiglie che le giocavano contro, cedendone a tonnellate e tonnellate contro divisa americana al seguito di Gorge Soros, il “filantropo” che ce ne decurtò il valore del 30% in una sola notte: questi si ritrovarono con le casseforti delle loro finanziarie con dollari rivalutati di uguale entità, perché comprati da Bankitalia al prezzo delle vecchia parità. E gli italiani con le casse vuote, ed una finanziaria da 90.000 mld. intestata ad Amato, che tassò i conti-correnti. Oppure il 28 marzo del 1994, dalle 15 in poi. Ad urne chiuse, ma risultato ormai noto, cioè la vittoria con del neonato “Polo delle Libertà” sui suoi concorrenti: il Patto Atlantico-Segnista di Mariotto &c.; e la “macchina da guerra” post-comunista di Achille Occhetto (PDS+RC e satelliti vari). Allorché Carlo Azeglio Nostro convocò in fretta e furia un Consiglio Straordinario dei Ministri, già in ‘articulo mortis’, per cedere, gratis et amoris Dei, la concessione privata per i cellulari alla OMNITEL dell’ Ingegner ‘Shah Carlo’. Il quale nel frattempo aveva già liquidato l’ Olivetta, rifilando allo Stato le sue telescriventi, forse per un Museo costituendo delle TLC. Non lo sapremo mai perché il Processo a carico è stato pilotato da ‘Toghe Acconcie’, in quel caso flessibili, nel Mare delle Nebbie dove poi si perdé. Ed in futuro prossimo avrebbe ceduto agli inglesi di Vodafone a carissimo prezzo quel Regalo di Stato ottenuto da Ciampi. Ma non è finita: tra le altre infinite, incluso il Banco di Napoli alla BNL, per soli novanta miliardi di lire dell’ epoca (con scusa di “sofferenze” tutte recuperate in seguito), che poi lo girò ad IMI-San Paolo al decuplo del prezzo, ci fu il “dono” di Telecom alla Sacra Famiglia, mediante un “nocciolino duro” dello 0.6% che però gli consentiva, tramite acconcie scatole-cinesi, il controllo totale di quella società strategica. La quale, oggi in mano nuovamente a Franco Bernabé von Rotschild-Fiat, quale monopolista della rete telefonica, è tuttora il maggiore ostacolo alla diffusione della banda larga in Italia, perché i soci privati non vogliono cacciare manco una lira per investimenti, ma solo ammassare profitti: tramite cedole di dividendi, o cessioni strategiche di Beni ex-statali, come le importantissime partecipazioni estere della società, oggi ridotta solo a un moncherino, dell’ Impero che fu. E’ l’ anglo-capitalismo, bellezza ! Così diverso dal Modell-Bismarck, sociale e dirigista, per affondare il quale furono inventati a Londra il marxismo, il nazismo, e un’ altra cosa che pure fa rima. Ma insomma, a Carlo Azeglio, non c’è forse, tra “Cedere” e “Resistere”, almeno un minimo comune denominatore ? Sì, c’è: Obbedire.: Obbedire:.Obbedire.: GIANNI CAROLI |
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