Non solo in Italia, si tenta la via del golpe di palazzo (di giustizia). La Corte Costituzionale turca ha posto fuorilegge il Partito della Società Democratica (DTP), partito espressione della nazionalità curda della Turchia. I deputati del DTP hanno dichiarato di voler abbandonare il Parlamento, per protestare contro la sentenza che impone lo scioglimento del partito. Subito, Bruxelles e Washington hanno espresso preoccupazione . Il solito clichÈ dell ipocrisia. La sentenza ha suscitato aspri scontri in diverse citt‡ del Sudest curdo della Turchia, causando la sospensione dei numerosi e significativi tentativi del governo di Ankara di por termine al conflitto che affligge da decenni la Turchia. La sentenza ha fatto piombare il partito della Giustizia e dello Sviluppo (AK) nell incertezza politica, minando i tentativi del partito del primo ministro Tayyip Erdogan di riconciliarsi con la minoranza curda e di porre termine a decenni di conflitti , afferma la Reuters. E ciÚ proprio quando Ankara si Ë candidata per entrare nell UE. Un altra casuale coincidenza.† In effetti, le forze destabilizzatrici interne, legate alle forze armate e al tardo-kemalismo filoatlantico e filoisraeliano, cercano oggettivamente di ostacolare l azione geopolitica e internazionale del premier Tayyp Erdogan; soprattutto alla luce dell affaire Ergenekon (1), che rischia di travolgere i vertici dei servizi e delle forze armate turche e le loro complicit‡ con il Pentagono e il Kirya. Inutile ribadire che gli sforzi del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, volti a dare una direzione strategica ed economica autonoma dagli interessi strategici atlantisti, devono essere sabotati, onde impedire che la nodale politica del governo Erdogan costituisca un precedente riuscito e, quindi, pericoloso per gli attuali strateghi della potenza declinante. L azione politica del partito AK Ë incentrata sia sul perseguimento di una partnership cruciale con la Federazione Russa, l Italia e l Iran, sia sull apertura della Turchia al commercio e ai traffici mediterranei, di cui Izmir dovrebbe essere la principale porta di accesso per Ankara, e sia sul processo di sganciamento da una sempre pi˘ pericolosa vicinanza con Tel Aviv. Questa mossa giustizialista , non puÚ non ricordare le azioni di destablizzazione adottate contro quegli stati colpevoli di essersi messi di traverso alla strategia di Washington. Gli USA, nonostante si siano sempre ammantati del ruolo di tutori della Democrazia e dei Diritti civili , alla prova dei fatti, hanno sempre ritenuto l attuazione della volont‡ popolare una sciagura, quando non coincidente con gli interessi di Washington e Wall Street. Dagli scioperi dei camionisti, contro il governo di Salvador Allende, alle kermesse colorate in mezzo mondo, che hanno portato a scandalosi stravolgimenti della volont‡ popolare, come nel caso Ucraino, non si ha che una univoca dimostrazione che l impero del bene , come gli USA sono dipinti oggi dal loro presidente Obama (mentre veniva insignito con un premio Nobel sempre pi˘ svalutato e privo di significato), si faccia letteralmente beffe di quegli stessi valori cui pretende di ergersi a paladina all Assemblea generale dell ONU e a Hollywood. Ovviamente, l ingerenza destabilizzatrice atlantista non avrebbe alcuna possibilità di riuscita senza la volenterosa complicit‡ degli ascari locali, cioé di quegli apparati statali, o settori interni a essi, che a dispetto di proclamate fedelt‡ alla sovranit‡ delle istituzioni e delle costituzioni nazionali, effettivamente operano seguendo direttive esterne, emesse dai centri atlantisti, anche e soprattutto quando si tratta di danneggiare scientificamente la propria sovranit‡. In Italia, abbiamo oggi, 12 dicembre, il 40.mo anniversario della massima manifestazione di queste forze aliene alla volontà popolare e agli interessi nazionali.